Un contributo del prof. G. Macchione

È il 19 marzo 2020. Non è facile mettersi a scrivere nel mezzo di una bufera. Credo tuttavia sia importante, anche in una circostanza come quella che stiamo vivendo, fermarsi a riflettere e, voltandosi indietro anche solo per un attimo, provare a raccontare ciò che di positivo possiamo salvare in quanto è accaduto finora, individuando e concedendo un po' di spazio a ciò che, nell'inferno virulento dei viventi, inferno non è stato.


Quanto è successo è tristemente noto, ma val la pena ricordarlo. Nel dicembre 2019, in Cina, nella città di Wuhan, ha avuto inizio un’epidemia causata da un nuovo coronavirus, che si è poi diffusa in molte nazioni del mondo compresa l'Italia, ad oggi il paese più colpito dopo la Cina. I primi casi di Covid-19 hanno coinvolto i lavoratori del mercato del pesce di Wuhan, mercato nel quale vengono messi in vendita molti animali selvatici. Dalla mutazione di uno dei virus, ha avuto origine una pandemia che ha colpito con particolare durezza la regione Lombardia, costringendoci ad adottare misure emergenziali come la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e la creazione di un numero limitato di zone rosse; misure poi estese a tutto il territorio italiano. Questi provvedimenti hanno avuto l'obiettivo non tanto di fermare la diffusione della pandemia, ma di rallentarla, di distribuire in un arco temporale più ampio le persone contagiate, permettendo ad un sistema sanitario fragile e in affanno, a causa dei tagli e delle privatizzazioni di cui era stato oggetto negli anni precedenti, di affrontare meglio la situazione. Date le circostanze, queste misure di distanziamento sociale sono parse quindi inevitabili e il loro rispetto oramai si configura per la maggior parte delle persone come una responsabilità civica di primaria importanza. Tra le misure adottate, quella che ci ha più toccati da vicino è stata la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Inizialmente, questo provvedimento ha confermato l'idea che purtroppo è sempre circolata tra molti dei nostri studenti: quella che la scuola nuoccia gravemente alla salute. Passato l’entusiasmo iniziale, però, la chiusura delle scuole ha avuto, per una sorta di eterogenesi dei fini, conseguenze che probabilmente non erano state calcolate e previste. Non ultima una sostanziale rivalutazione dell'istituzione scuola stessa. Qualche anno fa, Vladimiro Polchi ha pubblicato, per i tipi della casa editrice La Terza, Blacks out, un racconto nel quale ha immaginato cosa potrebbe succedere in Italia se da un giorno all'altro sparissero tutti gli immigrati. Scopo del racconto era proprio quello di farci riflettere sul contributo che gli stranieri danno al benessere e alla prosperità della nostra società. Bene, per scoprire cosa accadrebbe se sparissero, invece, tutti gli insegnanti, non c'è stato bisogno della penna di qualche scrittore, è stata sufficiente la pandemia di Coronavirus. Nell'arco di pochi giorni, i sostenitori della futilità della scuola, costretti alla convivenza prolungata con i propri pargoli, supplicavano la giunta regionale lombarda affinché riaprisse le scuole; genitori disperati erano pronti a rinunciare alla patria potestà pur di concedersi un po' di tregua.
La nostalgia dei bei tempi in cui la scuola pubblica era nel pieno delle sue funzioni non ha colpito solo i genitori. Anche gli studenti, prima timidamente, poi sempre più apertamente hanno confessato di provare una sensazione di vuoto nelle loro vite. La cosa, devo dire, inizialmente mi ha sorpreso, poi mi è venuto in mente quanto avevo imparato durante un viaggio a Praga in occasione della visita al museo del ghetto di Terezin. Durante l'occupazione nazista della Cecoslovacchia, le famiglie ebraiche che vivevano nel ghetto si resero presto conto che i propri figli si trovavano in una condizione di estrema sofferenza psicologica. La loro routine quotidiana, nella quale la scuola occupava un posto predominante, era stata sconvolta dall'occupazione nazista, provocando loro stati d'animo caratterizzati da una profonda tristezza. Per far fronte a questa situazione, gli adulti diedero vita a delle scuole autogestite clandestine. Attraverso le attività che gli educatori di queste scuole proposero loro, i bambini riuscirono a rielaborare anche le esperienze più drammatiche, realizzando disegni e poesie che ancora oggi hanno un altissimo valore di testimonianza.
Ora, fatte le debite proporzioni, nella bufera che avanzava, la scuola media di Verdellino ha cercato di mantenere viva quella tradizione pedagogica. Così, il nostro istituto, fin da subito, ha tentato di preservare il più possibile i contatti tra corpo docente e alunni, aggiornando in tempo reale il sito della scuola e proseguendo le trasmissioni della Zing Zing Radio. Nel frattempo giovani ricercatrici precarie isolavano il virus, ricordando a tutti che la scuola italiana forma ogni anno persone preparate che tra mille difficoltà mettono al servizio degli altri le proprie competenze.
La sospensione delle lezioni ha colto il corpo docenti di Zingonia di sorpresa ma non impreparato. Difatti, la nostra scuola si è mobilitata per dare indicazioni a noi insegnanti in merito alla possibilità di gestire le attività didattiche attraverso le applicazioni, programmate per la didattica a distanza.
Fin dai primi giorni di sospensione delle attività scolastiche, abbiamo invitato gli studenti delle nostre classi a collegarsi in videoconferenza. Superate le difficoltà tecniche e l'imbarazzo dei primi momenti, abbiamo lavorato alacremente durante tutte le settimane di chiusura della scuola sperimentando, di giorno in giorno, attività sempre più articolate e complesse. Il tutto si è svolto in un clima di serietà, impegno e rispetto davvero rigorosi.

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limitato a condividere online la visione di alcune presentazioni che avevo preparato per le lezioni in classe; ma a mano a mano che io e i miei alunni acquisivamo una maggiore dimestichezza con lo strumento che stavamo utilizzando, ci siamo avventurati a sperimentare attività più complesse che comportavano un grado sempre più elevato di interazione tra gli alunni e un’attivazione di tutte le loro risorse cognitive. Insomma, nell'arco di poco tempo abbiamo ripercorso insieme l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, dall'oralità ai wiki e agli altri software collaborativi.
Abbiamo cercato in questo modo di mantenere viva quella tradizione di resistenza alle avversità e di condivisione che inizia con le messe celebrate all'aperto durante l'epidemia di peste del 600, passa per i consigli di fabbrica della Russia degli anni 10, le scuole clandestine dei ghetti ebraici e arriva all'autogestione delle fabbriche messa in atto dopo la crisi del 2008.
Tra le attività didattiche più interessanti che abbiamo sperimentato in questi giorni, ci sono stati laboratori di scrittura creativa e di antologia, insieme ad alcune lezioni di educazione civica. I laboratori di scrittura hanno sfruttato gli strumenti informatici che permettono di creare e di lavorare su documenti condivisi. Le proposte di produzione scritta che ho rivolto agli alunni hanno preso spunto dalla lettura di alcuni brani de I promessi sposi. Ho quindi chiesto loro di rielaborare alcune situazioni del romanzo adattandole al loro contesto di vita e sostituendo i personaggi della storia con volti più familiari e noti. Gli alunni hanno costruito dialoghi appassionanti lavorando a coppie e in contemporanea su un documento condiviso e scoprendo le potenzialità della scrittura collaborativa.

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La piattaforma per le videoconferenze ci ha permesso di organizzare anche le attività di educazione civica attraverso una modalità più creativa e partecipata. In questo caso il modello che abbiamo seguito è stato quello della webquest. Ogni fine settimana, ho presentato loro le principali notizie di cronaca, politica e attualità. Ad ogni notizia ho proposto la ricerca di alcune informazioni per approfondire e documentare l’argomento affrontato attraverso grafici, tabelle, immagini, filmati che poi ciascuno di loro metteva in condivisione durante la videoconferenza.
Un'altra attività che ha prodotto interessanti risultati è stato un laboratorio di antologia sul testo argomentativo. Dopo aver presentato le caratteristiche di questa tipologia testuale e dopo aver letto in videoconferenza qualche testo esemplificativo, ho organizzato un’attività il cui obiettivo era quello di dimostrare che esistono moltissime situazioni nelle quali argomentare le nostre decisioni ci aiuta ad adottare scelte in modo più consapevole. In questo caso il laboratorio ha preso spunto dalle riflessioni della filosofa inglese Philippe Foot, che, nelle sue opere, propone una serie di esperimenti mentali il cui obiettivo è quello di renderci consapevoli della modalità attraverso cui adottiamo scelte importanti nel corso della nostra vita. L'esempio più celebre, che ho riproposto agli alunni, è quello in cui la Foot sottopone all’attenzione del lettore una serie di situazioni simili, per farci riflettere su un interrogativo di grande rilevanza: quando è accettabile sacrificare una vita per salvarne un numero maggiore? L'esempio da cui parte è il seguente: stiamo passeggiando nei pressi di una ferrovia. A un certo punto vediamo un treno fuori controllo che procede verso cinque operai al lavoro sui binari. Se non interveniamo, il treno li travolgerà uccidendoli. C'è una sola speranza: azionando uno scambio, il treno verrebbe deviato lungo i binari dell'altra linea, sulla quale è al lavoro un solo operaio. Che cosa faremmo in una situazione come questa? La maggior parte delle persone ha le idee chiare in merito, ma gli esempi che la Foot ci propone subito dopo sgretolano le nostre certezze e complicano le nostre decisioni. Cosa faremmo infatti in un'altra situazione simile, ma in cui non è cosi semplice decidere di sacrificare una vita per salvarne altre cinque? Immaginiamo che una persona che gode di un'ottima salute cammini in un reparto di ospedale in cui si trovano cinque pazienti che hanno disperatamente bisogno di un trapianto di organi (c'é chi ha bisogno di un cuore, chi di un fegato e così via). È accettabile, in questo caso, uccidere l'uomo in salute per ricavarne gli organi di cui gli altri cinque hanno bisogno? È giusto in questo caso sacrificare la vita di una persona per salvarne cinque? In cosa differisce questa situazione da quella dei cinque operai al lavoro sui binari?

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Può essere di un certo interesse sapere che anche la storia che studiamo sui libri, a volte ci ha messo di fronte a interrogativi simili a questi. Durante la seconda guerra mondiale, gli inglesi, grazie ad un tedesco passato dalla loro parte, avrebbero avuto la possibilità di far cambiare rotta agli aerei tedeschi che bombardavano alcuni quartieri popolosi di Londra facendoli deviare sulla gente del Kent e del Surrey, aree meno densamente popolate. In quel caso gli inglesi decisero che sacrificare poche persone per salvarne molte non era moralmente accettabile.

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Inevitabilmente le riflessioni scaturite da questi esempi ci hanno portato ad affrontare questioni di estrema attualità. È un periodo in cui siamo stati posti di fronte a quesiti e a decisioni di un certo spessore e ad alcuni è parso accettabile persino l'idea che le persone più anziane potessero essere sacrificate per salvare la vita ad altri. Più in generale, tutti noi in questi giorni siamo chiamati a compiere in modo consapevole e responsabile scelte importanti e sviluppare una solida capacità argomentativa può essere di grande aiuto.

Un altro elemento interessante di questa esperienza di costruzione di una comunità virtuale orientata alla solidarietà e al sostegno reciproco e alla condivisione delle conoscenze, è stata la possibilità di osservare gli studenti delle mie classi nel loro contesto di vita quotidiano, in quello che gli scrittori naturalisti francesi chiamerebbero il "milieu", l'ambiente sociale cui appartiene ciascun individuo e che esercita una grande influenza sul carattere e i tratti psicologici di ciascuno di noi. Le immagini trasmesse dalle webcam dei miei alunni, infatti, oltre ai loro volti familiari, mi hanno mostrato per la prima volta i luoghi in cui essi trascorrono la maggior parte della giornata. Ho accolto i miei alunni nelle stanze del mio appartamento e sono entrato con discrezione nelle loro camerette, trovandomi di fronte a una varietà di situazioni che sarebbe impegnativo documentare in modo completo.

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Ho lavorato con alunni senza fissa dimora che un giorno seguivano la lezione da casa della nonna, un giorno da quella dello zio e un giorno "boh, ho trovato la porta aperta e sono entrato". Altri alunni partecipavano alla videoconferenza mentre alle loro spalle sorelle minori si disidratavano in pianti disperati, fratelli curiosi si divertivano a infastidirli, padri annoiati ciondolavano per casa alla ricerca di chissà quale attrezzo per il bricolage. Un rumore di fondo che non riusciva però a distoglierli dalle nostre attività. 

Tutti, al di là delle diverse situazioni e dei contesti in cui si trovavano hanno mostrato un interesse e una partecipazione al percorso che abbiamo costruito insieme, che mi ha ripagato degli sforzi e della fatica. Così voglio ricordarli e nominarli uno ad uno: A. Chiara, Alessandra B., B. Yassine, B. Tommaso, C. Sara, D. F. Giada, E. N. Nihal, E. R. Dalia, H. Neven, L. Fiona, L. Niccolò, M. Cheikh, M. Francesco, N. Andrea, P. Ivan, S. Marco, S. Mame Mor, S. Kiran, S. Abdoulaye, T. Gioele, Z. Laiba, Z. Rebecca della classe IIIA, A. Thomas, B. Ahmed, B. Bilal, B. Alessandro, C. Ilaria, D. Moussa, L. Lorenzo, N. Marwan, P. Daima, R. Aylia, S. Antonio, T. Ruben, della classe IID.

Tutti loro, al di là delle diverse modalità con cui hanno vissuto questi momenti, mi hanno insegnato una lezione che mi è più facile riassumere con le parole di Enrico Berlinguer che con le mie "ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non uno per uno".
Quando, finalmente, sarà il momento di rientrare a scuola, questa esperienza mi sarà di aiuto per guardare con più comprensione e riconoscenza i miei alunni. Mi auguro che anche per loro sia cambiato qualcosa e che essi possano considerare in modo diverso da prima i loro insegnanti: non più i secondini del carcere che opprime, ma i complici che procurano la lima per evadere.

 

Comunicazioni per le famiglie

Orario di funzionamento e informazioni sulla scuola Secondaria di I grado per l’a.s. 2025 – 2026

Verdellino, 04/09/2025

Prot. n° 4912

 

Oggetto: Orario di funzionamento e informazioni sulla scuola Secondaria di I grado per l’a.s. 2025 – 2026

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Orario di funzionamento e informazioni sulle scuole Primarie per l’a.s. 2025 – 2026

Verdellino, 04/09/2025

Prot. n° 4913

 

Oggetto: Orario di funzionamento e informazioni sulle scuole Primarie per l’a.s. 2025 – 2026

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Orario di funzionamento e informazioni sulle scuole dell’infanzia per l’a.s. 2025 – 2026

Verdellino, 03/08/2025

Prot. n° 4905

 

Oggetto: Orario di funzionamento e informazioni sulle scuole dell’infanzia per l’a.s. 2025 – 2026

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Circolari per il personale

Circolare interna n.7: Convocazione commissione alunni stranieri

Circolare interna n. 7

Verdellino, 09/09/2025

Prot. n° 5016

 

Oggetto: Convocazione commissione alunni stranieri

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Circolare interna n.6: convocazione riunione di servizio personale ATA

Circolare interna n. 6

Verdellino, 08/09/2025

Prot. n° 4974

 

Oggetto: Convocazione riunione di servizio Personale ATA

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Sciopero orario previsto per la giornata di mercoledì 17 Settembre 2025.

Verdellino, 07/09/2025

Prot. n° 4961

 

Oggetto: sciopero orario previsto per la giornata di mercoledì 17 Settembre 2025.

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Narrazioni didattiche

Il concerto di fine anno alla Scuola Secondaria

Si è svolto stamattina il consueto concerto di fine anno degli studenti delle classi II e III della Scuola secondaria di I grado

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Un Arcobaleno di Culture: Celebrazione della Giornata Interculturale nei Plessi di Verdellino e Zingonia!

Nei plessi del nostro istituto, anche quest'anno, abbiamo avuto il piacere di ospitare la Giornata Interculturale: un vero e proprio inno alla diversità e alla condivisione che ha coinvolto con entusiasmo tutti i plessi del nostro Istituto!

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Zingo60 in miniatura: 22 maggio, una giornata da Pompieri

Oggi a scuola siamo stati dei veri pompieri per un giorno!

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Incontriamo il Jazz: il M° Claudio Angeleri incontra gli studenti

Il 13 maggio 2025 il nostro istituto ha ospitato il M° Claudio Angeleri!

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Zingo60 in miniatura: il 13 maggio l'arrivo dei Carabinieri

"Quella di oggi è stata una giornata davvero emozionante per i bambini grandi della Scuola dell’Infanzia, che hanno avuto l’occasione di incontrare i Carabinieri."

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Zingo 60 in miniatura: Uscita alla Moschea

Il 12 maggio 2025 i bambini della scuola dell'infanzia di Zingonia hanno vissuto un'esperienza speciale: la visita alla Moschea del quartiere.

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Eventi

Premi al Merito “Costantina Bacis” A.S. 2024/2025

Informiamo le famiglie e gli studenti che è aperta la possibilità di presentare domanda di accesso alla borsa di studio Premi al merito “Costantina Bacis”

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Corsa contro la Fame: l'attestato di ringraziamento 2025

La “Corsa contro la fame” che si è svolta quest'anno nel mese di maggio ha consentito di ottenere un grande traguardo:

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Inaugurazione mostra "Zingonia 60"

 

Il progetto "Zingonia 60" si è concluso con grande successo sabato 14 giugno 2025 con la mostra dei lavori degli studenti per celebrare i sessant'anni dalla nascita della località di Zingonia.

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Notizie

Graduatorie Definitive interne d'Istituto per il personale docente e Ata soprannumerario per l'a.s 2025/2026

Verdellino, 08/04/2025

Prot. n° 2431 e 2432

 

Oggetto: Graduatorie Definitive  interne d'Istituto per il personale docente e Ata soprannumerario per l'a.s 2025/2026 

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Avviso di selezione DOCENTI DM 65: Mentor orientamento STEM

Si comunica che all'albo online è stato pubblicato l'Avviso di selezione “Percorsi di tutoraggio per l’orientamento agli studi e alle carriere STEM, anche con il coinvolgimento delle famiglie”,

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Interpelli

Avviso di selezione di personale docente di posto comune per la scuola primaria ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’OM 88/2024

Verdellino,29/04/2025

Prot. n° 2799

 

Oggetto: Avviso di selezione di personale docente di posto comune per la scuola primaria ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’OM 88/2024

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Avviso di selezione di personale docente di sostegno per la scuola primaria ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’OM 88/2024

Verdellino,25/03/2025

Prot. n° 2094

 

Oggetto: Avviso di selezione di personale docente di sostegno per la scuola primaria ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’OM 88/2024

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Avviso di selezione di personale docente di scuola secondaria di I grado ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’OM 88/2024 -Classe A028

Verdellino, 10/03/2025

Prot. n° 1771

 

Oggetto: Avviso di selezione di personale docente di scuola secondaria di I grado ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’OM 88/2024 -Classe A028

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