Avremmo dovuto vederci il 26 febbraio, al nostro rientro.
Che grandi progetti c’erano per voi, per il secondo quadrimestre, tra preorientamento e lavori nell’orto e in cucina! Quante cose volevamo farvi fare…le cose che più vi piacciono e che vi fanno ridere di quel meraviglioso sorriso che ci apre il cuore!
Ma l’Italia il 26 Febbraio si è fermata: e siamo qui, sospesi, ad attendere che l’epidemia modifichi il suo assetto di aggressività e diminuisca.
Nel frattempo andiamo avanti con le video lezioni…
Ma prima di fare le video lezioni con voi, proviamo a fare un passetto indietro: come facciamo a fare in modo che voi, così sicuri e bisognosi della vostra routine e nelle vostre abitudini strutturate, accettiate queste nuove regole? Come facciamo a fare in modo che voi capiate e decodifichiate al meglio che c’è bisogno di stare in casa, che serve prudenza (come gliela spieghiamo la prudenza ad una mente concreta come la vostra?!?!), che la scuola non c’è più, che non ci sono più i vostri compagni e gli insegnanti, che la vita sociale si è fermata, che le attività da ora e a tempo indeterminato sono i compiti da fare a casa, che ogni tanto ci videochiamiamo ma che non ci possiamo più abbracciare (e voi amate abbracciare e coccolare!)?
Ed ecco che qui, adesso, entrano in gioco le vostre famiglie. Abbiamo bisogno del loro supporto, del loro aiuto per far comprendere tutto ciò ai nostri ragazzi. Abbiamo bisogno di tutta la nostra sinergia, empatia, inventiva.
E le famiglie, pronte ad aiutare e a mettersi in gioco, rispondono alla nostra chiamata di aiuto, che poi è anche la loro. Veniamo, così, a contatto con la forza, con la resilienza che è in ciascuno di noi e di voi, soprattutto. Vi è stata stravolta la routine e vi ci siete adattati con una rapidità che impressiona e ci lascia positivamente sorpresi.
Qualcuno di voi riesce a seguire qualche video lezione e qualcuno no, ma poco importa. Tanto ci vediamo dal telefono e lo sappiamo che i compiti li fate lo stesso e, pare, in questo periodo anche con più piacere.
Così, qualcuno di voi si è trovato a dover studiare, direttamente dal telefono di mamma, alcuni aspetti della prima guerra mondiale, attraverso il sistema simbolico di Comunicazione Aumentativa, come qui nella foto.
Qualcun altro si è trovato a dover leggere il Proemio all’Orlando Furioso, come nella foto
E ultimamente poi, la sorpresa, quella grande: seguire la lezione con gli insegnanti di sostegno attraverso un monitor che ci separa, ma che mai come in questo momento ci unisce! Che grande emozione è stata vedere il “nostro” ragazzo che seguiva col dito, mentre la collega Gaetani leggeva (è una tecnica che, in gergo, si chiama “modeling”). E sì, è durata qualche minuto. Ma è stato qualche minuto di estrema gioia per tutti, papà compreso!
A breve partiranno dei lavori in gruppo, in videocall, coordinati da qualche insegnante di sostegno, proprio come a scuola. Così potrete riscoprire la bellezza di stare con gli altri, con i vostri compagni che tanto amate e che tanto vi amano.
Credo di aver esaurito le parole di ringraziamento e complimenti a voi, ragazzi, e alle vostre famiglie.
Una cosa, però, voglio aggiungerla: personalmente sono onorata e molto orgogliosa di lavorare con Voi e soprattutto di avervi incontrati.
All’autismo ci vuole un approccio importante di formazione, pazienza, buonsenso e soprattutto amore. Tanto amore.
Vi lascio, ragazzi, ricordandovi che in questo mondo così confuso per voi, così pieno di iperstimoli e di sensazioni che disgregano la vostra regolarità, in questo mondo il vostro contributo è fondamentale. Voi che ci ricordate e ci insegnate quotidianamente la pazienza, l’amore nelle piccole cose; la costanza, l’errore e la ripartenza. La resilienza, la voglia e non voglia di fare. La sincerità. A voi che ci ricordate costantemente che è più bello fare ciò che ci rende felici, anziché fare ciò che è meglio.
A Voi, ragazzi: GRAZIE!
Prof.ssa Diletta Di Leo


















































